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You are here: Home Collaboratori Cartella di lallo Archive 2010 September 27 Democrazia diretta
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Democrazia diretta

La radicalità democratica dei movimenti della società civile italiana è forse l'ultima occasione per reagire all'egoismo e alla mafiosità. Sfuggendo al controllo degli apparati riesce spesso a portare in rilievo le istanze reali dei cittadini ed a imporle all'attenzione generale. Scardina i meccanismi che consentono ai partiti ed alle corporazioni di mantenere la scandalosa e omertosa commedia politica che contraddistingue il nostro paese.

Anni '70

Agli inizi degli anni settanta frequentavo il liceo. Il terzo anno ho avuto un "filosofo" [1] come professore di lettere. Non era un grande "comunicatore" ed i suoi messaggi facevano fatica a fare breccia nel mio quotidiano che consideravo a lui molto distante. Solo molto più tardi sono riuscito a capire e fare miei alcuni dei suoi insegnamenti e capire che la ragione è figlia della logica e solo lontana parente della polemica.

In particolare ricordo un argomento per il quale deve avermi considerato un provocatore, se non un imbecille: la partecipazione ed in senso lato l'impegno.

La mia mamma ed un altro signore [2] in quei tempi ricevevano una medaglia dal Consiglio Comunale in quanto partecipavano con frequenza superiore a molti consiglieri. Io, fin da quando riuscivo a stare sveglio la sera, ne approfittavo e spesso la accompagnavo. Mi sentivo politicamente attento ed a scuola potevo sostenere di "partecipare" alla vita politica della mia città.

Ero talmente giovane che credevo di capire tutto e invece non capivo le lezioni di semiotica del prof. Franco Rella che con precisione mi indicava i vincoli della comunicazione e della significazione e come questi condizionano la partecipazione.

Inorridivo quando sosteneva che l'usterità dell'aula limitava l'accesso e che quelle panche dell'800 che io frequentavo erano in realtà una barriera.

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2010

Ma ora il Comune di Rovereto si è dotato di una semplice tecnologia che può rimettere in discussione quelle barriere e i meccanismi della comunicazione, perlomeno in ambito locale.

La pubblicazione sul sito del Comune delle riprese delle sedute del Consiglio Comunale, mi consente di (poter) ri-partecipare e come me lo possono fare tutti i roveretani che finalmente possono misurare la rappresentanza e sentirsi un po' più 'cittadini'.

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Abbiamo potuto essere finalmente informati della complessità del problema dell'introduzione delle Comunità di Valle ascoltando la dottoressa Gentile [3] che ha dettagliatamente spiegato ed evidenziando le forti criticità insite nel cambiamento. Il Segretario Comunale [4] ed il dott. Viesi [5] sono stati interpellati dai consiglieri e ci hanno detto quanto è già stato fatto dall'amministrazione roveretana per capire l'impatto della riforma sull'organizzazione e sul bilancio comunale.

È tutto nella logica delle cose ma il merito è del nuovo sindaco Andrea Miorandi che ha dato segno di determinazione nell'avviare la sua esperienza di governo. Grazie dunque per aver introdotto questa importante novità che spero sia seguita da altrettanta capacità nell'ascoltare il feedback che sicuramente i cittadini metteranno in rete.

La parola ai cittadini

Quando una amministrazione offre trasparenza si espone al rischio di critiche molto puntuali. I nostri politici solitamente la evitano per sfuggire al controllo del cittadino e per legittimare l'intermediazione che conferisce potere e soddisfa le ambizioni personali.

Ma se una amministrazione sa ascoltare può trarre enormi vantaggi dalle critiche. Può valorizzare energie del territorio che sono lì, disponibili ma spesso inutilizzate, sovente più economiche ed attendibili di molte blasonate consulenze. Se i cittadini italiani fossero messi in grado di rendersi direttamente utili in politica, come avviene nel campo della solidarietà, i partiti tradizionali sarebbero costretti a darsi velocemente una mossa ...

La lista civica "Più democrazia a Rovereto" che si è presentata alle ultime elezioni con precise istanze di maggiore trasparenza, ha organizzato un esperimento di democrazia diretta il giorno 21 settembre presso la sala Filarmonica.

Ho abbastanza esperienza di una testa un voto, e conosco i limiti della democrazia di base ma ho voluto partecipare per capire come i nuovi strumenti di comunicazione e di aggregazione possano incidere sulle dinamiche della democrazia rappresentativa che ci governa.

È evidente che per quanto efficace possa essere l'azione dei promotori di simili iniziative, si tratta di un processo che necessita di tempi molto lunghi. In questa fase ciascuno è ancora in esplorazione.

Essendo un esperimento ed uno dei primi casi in assoluto è necessario migliorare e rodare il meccanismo. Alcuni spunti su cui ragionare:

  • Troppi argomenti raccolti al volo non aiutano. Alcune proposte erano sovrapponibili e una miglior articolazione le avrebbe rese più comprensibili e significative.

  • I tempi concessi ai proponenti e agli interventi del pubblico risultano troppo compressi ed a volte insufficenti anche solo per esporre i punti di vista dei presenti.

  • Sarebbe opportuno raccolgliere e preparare preventivamente il maggior numero di argomenti da trattare (senza escludere la possibilità di aggiungerne al momento!) per evitare, per quanto possibile, le ingenuità e la superficialità (un esempio a caso, non me ne voglia cecilia, la proposta "Contro la continua costruzione di case" di cui posso capire lo spirito ed in parte condividerlo ma che richiede una contestualizzazione per poter avere un senso).

    Tali proposte assumono inevitabilmente un carattere ideologico diventando solo (legittime ed a volte condivisibili) provocazioni come, ne ricordo altre due, quella fantastica di agostino ("Spostare la campana al Mart") e quella antimilitarista di massimo ("Impedire la ricerca Finmeccanica alla Manifattura Tabacchi"), che presumibilmente non miravano al raggiungimento di risultati concreti.

  • se non vi è una preparazione e/o non si lascia il tempo di meditare le votazioni possono dare solo l'idea di cosa sta nella 'pancia' dei partecipanti e diventano uguali ai sondaggi che certa politica usa come unico sostegno delle proprie scelte.

  • Le tecnologie che avrebbero dovuto consentire la visione e l'ascolto da remoto non hanno ben funzionato per problemi di connettività e per la qualità delle attrezzature impiegate. È un problema tecnico facilmente risolvibile.

  • Al di là dei problemi tecnici mi aspetto che tutti possano rivedere e riascoltare le registrazioni della/e serata/e sul sito http://www.cittadinirovereto.it .

  • Se la risposta dei cittadini, lo consentisse, potrebbero essere organizzati momenti di approfondimento su temi di particolare interesse, richiedendo anche l'opinione di esperti in merito alla fattibilità delle proposte. Successivamente il confronto con l'amministrazione ed eventuali votazioni assumerebbero un maggior peso.

Oltre cento partecipanti hanno discusso e votato le proposte di altri cittadini con il Sindaco Miorandi e parte della Giunta pronti a dare attenzione e risposte [6].

Il principale promotore della serata Paolo Michelotto ha un percorso ed un approccio molto laico che mi ha incuriosito. Ha scritto un libro che tratta la storia e le esperienze di democrazia diretta nel mondo e lo stato dell'arte in Italia. L'ho incontrato al mercato mentre volantinava per divulgare l'iniziativa. Alla fine della serata gli ho fatto i complimenti ma lo ho sollecitato a .. passare all'Open Source :).

Altre osservazioni-consigli:

  • L'attivazione di canali di comunicazione 'live' come la chat possono essere molto utile nelle fasi di approfondimento poiché favoriscono il lavoro da remoto e la partecipazione anche di chi non può intervenire fisicamente.

    Una delle principali caratteristiche degli strumenti informatici sta nella possibilità di poter offrire la collaborazione nei tempi e nei modi più consoni, quando ci si sente preparati o comunque pronti a dire la propria opinione, senza dover passare e quindi attendere la disponibilità di un qualche intermediario. Se si ha tempo solo alle tre di notte si può comunque collaborare, in modo asincrono.

  • Per non disperdere le informazioni è indispensabile che le chat, i blog o le mailing list ed i materiali relativi alle attività siano affiancati da un sito-luogo-osservatorio dove gli argomenti trattati si possano sedimentare in modo ragionato, per argomento, possibilmente a cura di volontari responsabili con almeno una piccola esperienza di comunicazione. Dev'essere possibile la tracciatura degli eventi, la ricostruzione del percorso fatto e delle motivazioni che hanno determinato certe scelte. La successiva consultazione deve risultare facile e rapida per chiunque diventando un patrimonio collettivo.

  • L'obiettivo è aumentare l'efficenza della democrazia e possibilmente farla evolvere. È necessario lavorare con metodo affinché siano evitate illusioni/delusioni.

In definitiva queste esperienze di democrazia diretta non danno certo soluzione alle asimmetrie informative che determinano gli squilibri della nostra società ma a livello locale possono portare in evidenza fin da subito le problematiche reali dei cittadini spesso sottostimate dalle amministrazioni e sono un tarlo che alla lunga può introdurre solo buone pratiche di qualità e di miglioramento.

La condivisione in rete di queste esperienze e della documentazione prodotta stimola la partecipazione. La progressiva riduzione del digital-divide (che, come giustamente osserva Lele, è la trasposizione nel web delle panche dell'800 di Palazzo Pretorio) consentirà nuove modalità di espressione della cittadinanza e quindi un rinnovamento della democrazia.

PS: Mentre preparavo questo blog a Cesena si svolgeva Woodstock 5 Stelle un evento promosso dai movimenti e dalle liste che fanno riferimento a Beppe Grillo esclusivamente tramite internet.

Hanno partecipato decine di migliaia di persone dimostrando la deflagrante potenza della rete quando tratta i temi solitamente monopolizzati dal sistema.

Ho seguito via web quella fantastica esperienza ed ho la netta sensazione che sia possibile raggiungere presto una massa critica sufficiente ad incidere se non stravolgere anche sul piano nazionale portando nuove pratiche ed aria fresca nella politica.


[1]"Sempre intento a giocherellare", non ho saputo approfittare della docenza del prof. Franco Rella, ma qualche anno dopo ho seguito alcune lezioni di un suo corso all'università di Venezia sui vari significati dell'Infinito.
[2]sign. Meneghetti
[3]Dirigente PATT Seduta del 14 settembre interventi ore 19:57 ~ 20:24 - 20:52 ~
[4]Segretario comunale Seduta del 14 settembre intervento ore 20:27
[5]Dirigente dott. Viesi Seduta del 14 settembre intervento ore 20:42
[6]

Ho trattenuto mille domande per il Sindaco ed i miei concittadini ma quando si è discussa la proposta di aumento delle aree pedonali ne ho approfittato per chiedere informazioni su un argomento che mi sta particolarmente a cuore: la sicurezza di via Santa Maria (vivo nel rione).

Ho chiesto cosa impedisce l'introduzione dell'area pedonale in questa parte di centro storico.

Nella sua replica il sindaco non mi ha dato subito soddisfazione. Rispondendo ad una successiva proposta (piste ciclabili) è ritornato sull'argomento sostenendo che, per quell'area ci sarebbero "vincoli" che limitano la possibilità di intervento dovuti ai flussi di traffico che insistono su piazza del Podestà. Non riuscendo a capire quale maledizione impedisce ad una delle parti più significative e belle della città di avere la medesima considerazione ed attenzione che ha consentito di liberare dai veicoli di passaggio il resto del centro, ho atteso il sindaco all'uscita. Ancora una volta devo dargli atto della disponibilità e dell'attenzione. Dopo aver parlato con molti altri che lo avevano aspettato ha ascoltato e risposto esaurientemente alle mie obiezioni dimostrando di conoscere la situazione di pericolosità di via Santa Maria.

La sua amministrazione sta valutando il problema nell'ambito degli interventi previsti per migliorare la mobilità ma i tecnici "dicono che ci sono dei problemi" (a trasferire il traffico di passaggio sul percorso naturalmente previsto, via Setaioli) .

Gli ho ricordato che quei problemi dovrebbero essere stati eliminati con il costoso intervento, appositamente eseguito, di abbassamento della pavimentazione e sistemazione di piazza Podestà in corrispondenza del passaggio sotto il "ponte dei sospiri" che impediva il passaggio degli autocarri eccezionalmente alti diretti o provenienti dalla Vallarsa (costringendo talvolta i vigili ad accompagnare quest'ultimi per via Santa Maria, in senso contrario alla normale circolazione).

Il sindaco mi ha assicurato che l'argomento è alla sua personale attenzione e che si informerà ulteriormente riguardo la possibilità di togliere il traffico da via Santa Maria.

Nel frattempo gli ho suggerito di far posare dei dissuasori per costringere i veicoli almeno a ridurre la velocità all'altezza dell'asilo Vannetti.

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